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__NON C’È DUE SENZA TRE

Siamo figli del terzo millennio. Un millennio a cui piace mockumentire e non ne fa mistero.

Prendiamo, per esempio, il capodanno del 2000 e la faccenda del millenium bug. "Una bomba tecnologica", così l'aveva definita Tony Blair, che avrebbe dovuto abbattersi sull'intero sistema, tecnologico appunto, e riportarci al baratto o addirittura, ipotizzarono alcuni, all'età della pietra. Non successe nulla se non qualche incidente idiota con fuochi artificiali fai da te che però, purtroppo, non sono una novità né, tantomeno, un fake. Spinti da un'inspiegabile senso di solidarietà uomo-animale, i soliti catastrofisti, già delusi dalla bufala del millenium bug, decisero che a impazzire, nel 2001, non sarebbero state le tecnologie bensì le mucche. Che il settore psichiatrico avesse un calo di mercato? Non ci è dato saperlo. Quello che sappiamo è che le mucche non impazzirono. Magari qualcuna, anche nel 2001, ha perso un po' le staffe, ha dato qualche calcio, ha dichiarato lo sciopero della mammella… Non è sempre una bella vita la loro, qualche colpo di testa potremmo anche concederlo. Poi ci fu l'anno dell'antrace e della posta avvelenata. Alcuni tentarono il suicidio leccando fino a farsi sanguinare la lingua le buste che trovavano nella cassetta della posta. Nessuno morì, ma c'è chi giura che la colla presente sulla chiusura autoadesiva qualche buon effetto lo procurava. Dal 2003 in poi c'è stato un crescendo di malattie. La SARS, virus dall'evocativa forma a corona (e difatti viaggiava in aereo, non con un regionale veloce), fece tremare tutto il mondo. Il virus c'era, sì, e ci furono anche 807 vittime accertate in tutto il mondo. Praticamente quante ne fa il morbillo ogni anno. Ma il morbillo, poco vip, non fa notizia. Nel 2005 e nel 2006 la protagonista fu l'aviaria. Si vocifera che a mettere in giro la storia di questa influenza che minacciò di fare una strage, sia stata la categoria delle mucche sul principio del "oggi a me, domani a te". La faccenda della suina, ormai è risaputo, è invece un rumour che uscì direttamente dai porcili: pare infatti che i maiali, stufi di essere trattati come porci, cercarono il modo di essere non nella ma sulla bocca di tutti. 

Siamo, come festival, figli del terzo millennio e quindi ci piace mockumentire. Se avessimo un'etichetta, come un qualsiasi prodotto, probabilmente ci scriveremmo: "Pdff, bugiardi dal 2010". E lo faremmo anche con un certo orgoglio perché, di apocalissi in apocalissi, siamo giunti indenni fino al 2012: terza edizione. E per fortuna il Pdff si svolge d'estate, ben lontano da quel 21 dicembre in cui, pare, il mondo finirà.  In ogni caso, non siam di quelli che si lascian spaventare dalle profezie (potremmo inaugurare una variante di etichetta e scrivere anche "Pdff: la prophétie c'est moi"; ma ci risulta che qualcosa di simile sia già stato utilizzato da qualcuno una volta...). Anzi, ci facciamo così poco spaventare che quest'anno ci siamo anche rifatti il look. Ci piacerebbe mentire e dire che abbiamo fatto tutto da soli, ma in via del tutto eccezionale questa volta saremo sinceri: senza l'eccezionale lavoro del team dell'agenzia Dejavu (MI) non avremmo potuto arrivare a questi risultati. E perché ci siamo rifatti il look? Per dare un segno di tenacia in questi anni terribili per la cultura che, al solito, è la Cenerentola dei finanziamenti. Perché volevamo farvi sapere che resistiamo (anche grazie alle tante, tante fate madrine che ci aiutano a non mollare la presa). Resistiamo agli scossoni politici. Resistiamo agli interventi economici che si assottigliano un po' per volta ogni anno. Resistiamo perché ci crediamo, ancora e di più.

Crediamo che il festival sia una vera occasione per i cineasti che partecipano al concorso di creazione di cimentarsi con un genere folle e incredibilmente ricco qual è il mockumentary. Crediamo anche che il mockumentary possa raccontare con grande efficacia i territori in cui il festival si svolge, diventando così un modo originale e fresco di promuovere la montagna non soltanto come luogo privilegiato per lo sport e per il contatto con la natura, ma anche come scrigno di cultura, storia e folklore.

Nuovo sito, nuovo look, nuovi colori e un bel paio di baffi da lisciare aspettando il 13 agosto e l'inizio di una nuova sfida.

E per non perderci, seguite il baffo!
 
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